
Memphis Again: Cinque anni di storia del design alla Triennale di Milano
Questa settimana, Memphis e Triennale Milano presentano "Memphis Again": una mostra curata da Christoph Radl, che espone gli oggetti più iconici del marchio realizzati tra il 1981 e il 1986. Un'occhiata ai pezzi che hanno fatto la storia del design, come parte di un movimento culturale che ha segnato l'inizio di una nuova era artistica.
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Da mercoledì 18 maggio, Triennale Milano ospita la mostra Memphis Again: un viaggio di cinque anni attraverso uno dei movimenti culturali più dirompenti del design italiano. La mostra presenta oltre duecento mobili e oggetti prodotti tra il 1981 e il 1986 per la Collezione Memphis.
Memphis Milano era un collettivo di architetti e designer, un vero e proprio movimento culturale nato negli anni '80 dal genio creativo di Ettore Sottsass. Oggi come allora, il suo design è caratterizzato da uno stile iconico unico, suggestivo e accattivante. Noto per l'uso di neon luminosi, colori primari e pastello, motivi audaci e forme geometriche, lo stile Memphis rappresenta un mix esplosivo di Art Déco, Futurismo e Pop Art. Movimento rivoluzionario, Memphis continua a influenzare l'immaginazione del grande pubblico, dalla moda all'arte e al cinema. Il suo spirito liberatorio è, ancora oggi, fonte di ispirazione per i designer di tutto il mondo, rappresentando una rivoluzione del concetto di design e superando i vecchi dogmi estetici e gli aspetti produttivi.

Memphis è nato da un'impellente esigenza di libertà e rivoluzione, concentrandosi sul processo artistico che sta alla base del design. Il suo obiettivo, oggi come allora, è quello di indirizzare l'attenzione sulle possibilità espressive e culturali di un design che va oltre il marketing. La mostra Memphis Again offre un focus speciale su questo movimento culturale, celebrando il mondo del design italiano libero dalle convenzioni consolidate.
Memphis era una vacanza dal funzionalismo.

La mostra è ben lontana dall'essere un mero omaggio o una storicizzazione, la sua personalità risiede nel fertile immaginario che ha caratterizzato il progetto Memphis fin dalla sua fondazione. Gli oggetti saranno esposti in ordine cronologico nella galleria "Curva", lunga più di 100 metri, proprio come una sfilata di moda in cui l'osservatore sarà colui che si muove lungo la passerella in uno spazio che, grazie agli arredi e alla musica di Seth Troxler, sembra una discoteca.
Lungo il percorso immersivo della mostra sono espostipezzi dei più grandi esponenti del design radicale come Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Andrea Branzi, Matteo Thun, Aldo Cibic, Nathalie Du Pasquier e altri ancora. Ogni oggetto veste i panni di un attore silenzioso, emblema di quel movimento culturale che ha riscritto le regole del design italiano e internazionale, attraversando le epoche e costruendo un ponte colorato tra passato presente e futuro.
Il fatto è che non abbiamo più paura: Intendo la paura di dover rappresentare o non rappresentare qualcosa o qualcuno, élite o derelitti, tradizioni o cafonaggine. Non abbiamo più paura di quello che ci manda il passato né di quello che ci manda il futuro più aggressivo.
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